Legge 3/2016

La Regione Emilia-Romagna, con la legge sulla Memoria del Novecento, promuove e sostiene attività di conservazione, diffusione, ricerca, didattica e formazione volte a mantenere viva e a divulgare la memoria degli avvenimenti, delle persone, dei luoghi e dei processi storici, affinché dalla storia si possano trarre insegnamenti per le generazioni attuali e future e si possano sviluppare cittadinanza attiva e senso civico.

La legge riconosce il ruolo primario e l’attività svolta dagli Istituti storici presenti sul territorio regionale, associati o collegati alla rete dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex INSMLI), attivando con questi convenzioni a carattere triennale e promuovendo lo sviluppo di progetti di rete.
La norma evidenzia, inoltre, il ruolo e l’attività svolta dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI), dalla Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP), dalla Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL) e dalle associazioni combattentistiche e reducistiche che si impegnano nella diffusione dei valori della Resistenza e della pace e assegna un valore importante alle Associazioni nazionali dei perseguitati, dei deportati e degli internati politici, militari o per motivi razziali riconosciute dalla legislazione nazionale.
La legge attribuisce un ruolo particolare all’attività delle Istituzioni culturali giuridicamente riconosciute dalla Regione, che a vario titolo conservano e gestiscono il patrimonio documentale e archivistico del secolo passato, delle associazioni con sede nel territorio regionale e degli Enti locali.

Per sostenere le azioni di tutti questi soggetti, la Regione, attraverso bandi annuali, finanzia:

  • attività di studio, ricerca e raccolta di testimonianze, in ogni forma e linguaggio, e la loro diffusione;
  • iniziative culturali, didattiche e formative rivolte alla popolazione, con particolare riguardo alle giovani generazioni;
  • progetti di valorizzazione dei percorsi regionali legati ai luoghi della memoria, finalizzati anche alla promozione del patrimonio culturale del territorio regionale;
  • interventi di conservazione, restauro e valorizzazione di materiali, documenti e di quei luoghi della memoria che vedono la presenza di un patrimonio archivistico, librario o museale accessibile al pubblico e nei quali si svolgono attività continuative di ricerca e di divulgazione e la realizzazione di azioni culturali;
  • attività di censimento, mappatura e digitalizzazione dei luoghi della memoria per favorire la loro conoscenza.

La Regione, inoltre, supporta progetti di rete, incentivando iniziative e attività che abbiano un respiro non solo locale e che nascano dall’interazione tra vari soggetti, e partecipa, anche in collaborazione con altre Istituzioni, all’organizzazione di cerimonie e iniziative di ricordo, di riflessione, di sensibilizzazione e d’informazione sugli avvenimenti di rilevanza regionale o nazionale di cui si intende mantenere viva la memoria.

Con la legge regionale la Regione Emilia-Romagna si impegna poi a corrispondere, ogni anno, un contributo al Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi e al Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto.