2 Agosto 1980. In ogni provincia un'opera di arte urbana

02 Agosto 2021

Un drappo rosso che riproduce la scena di vigili del fuoco e volontari che cercano di salvare le persone sotto le macerie e ricorda le lenzuola insanguinate con cui furono coperte le vittime dell’attentato. Il ricordo di alcune vite spezzate quel 2 agosto 1980, il senso di impotenza e la battaglia per la digitalizzazione degli atti processuali e per ottenere verità e giustizia. Il dolore, la commozione e la reazione di un’intera comunità ad anni di depistaggi. E’ così che artiste e artisti nati dopo il 1980 hanno scelto di raccontare la strage alla stazione di Bologna attraverso l’arte urbana, fissando per sempre, in ogni provincia della regione, sulla parete di un edificio, in una strada o in una piazza, la memoria delle 85 vittime e dei 200 feriti, la ferita di un’intero Paese. Per suscitare domande, per emozionare, per non dimenticare.

L’iniziativa artistica Lost&found 1980-2020. Memorie private e collettive 40 anni dopo, promossa dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, ha preso il via un anno fa, in occasione del 40° anniversario della strage, con le opere realizzate a Bologna, Parma e Reggio Emilia e si è conclusa quest’anno con gli interventi artistici di: Loris Dogana a Cesena, Dissenso Cognitivo alla stazione di Classe (Ravenna), Alessio Bolognesi a Ferrara (area Ex Camilli), Guerrilla Spam a RiminiZamoc a Modena. In fase di completamento l’opera di Sarmato, in provincia di Piacenza.

Il percorso di arte urbana nasce da un’idea dell’associazione Serendippo ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980, l’Assemblea Legislativa regionale, le amministrazioni comunali interessate dal progetto, la Rete Ferroviaria Italiana, la Fondazione Rusconi e Tper.

Le ultime opere realizzate

Un drappeggio appeso al muro, come se fosse un memoriale per commemorare la strage, il più grave atto terroristico avvenuto in Italia dal secondo dopoguerra. Come le lenzuola insanguinate utilizzate per coprire i corpi delle 85 vittime e degli oltre 200 feriti. Questa è stata l’idea che l’artista modenese Zamoc ha realizzato nel 2020 nella sua città, sulla facciata di una palazzina nella zona della stazione, in viale Monte Kosica 56. Riproduce la scena immortalata in una foto scattata dopo l’esplosione, dove vigili del fuoco e volontari cercano di trovare persone sotto le macerie. L’orologio fermo alle 10.25, l’intera ala della stazione crollata sulla sala d’aspetto, le operazioni di soccorso. Fotogrammi immersi in un mare rosso.

Un uomo piegato, imprigionato, atterrito dalla violenza di una strage che è fissa in modo indelebile nella sua memoria, come le lancette di quell’orologio, ferme all’ora dell’attentato. Elementi pensati prima di tutto per far riflettere chi guarderà il murale all’Ex Camilli di Ferrara (via Darsena)come dichiarato dall’artista ferrarese Alessio Bolognesi che lo ha realizzato per generare domande e spronare, soprattutto le giovani generazioni, a ricercare, ricostruire, indagare la verità. L’area dove sorge il murale sarà intitolata a tutte le vittime della strage alla stazione di Bologna.

A Cesena un’opera gigantesca, che occupa tutta la facciata esterna del dipartimento di Psicologia di fronte alla stazione ferroviaria, ospita il “tributo” che l’artista Loris Dogana ha voluto rivolgere “a quel paese pasticcione e pasticciato che chiamiamo Italia, dove la frittata (che nasce dall’apertura dell’uovo-bomba del 2 agosto) si appoggia su un cielo sereno in cui tutti si distraggono a chiacchierare mentre la tragedia si consuma sotto i nostri occhi”. “Italian Omelette” è il titolo dell’opera che vuole essere, come dichiarato direttamente dall’autore, “uno schiaffo in faccia per non far dimenticare questa tragedia e la sua importanza nella nostra storia, per preservare la memoria”.

E’ dedicato in particolare a Antonella Ceci e Leo Luca Marino, due giovani vittime ravennati della strage, il murale realizzato da Dissenso Cognitivo nella stazione di Classe di Ravenna.  Antonella, 19 anni, aveva appena conseguito il diploma di perito chimico industriale. Leo Luca, 24 anni, era arrivato a Ravenna dalla Sicilia. Si sarebbero sposati a breve e quel sabato 2 agosto 1980 erano a Bologna, in stazione, per accogliere le sorelle di lui, Angelina di 23 anni e Domenica di 26, che venivano a conoscere Antonella. Per realizzare l’opera l’artista Dissenso Cognitivo ha lavorato su 79 pagine di giornali, usciti il giorno della strage, le ha affidate ad un’ intelligenza artificiale che ha raccolto tutti i dati e le figure contenuti sulla carta e ha restituito una nuova immagine, unica ed evocativa di quel giorno. “Ho deciso di affidare la costruzione del bozzetto all’ Intelligenza Artificiale – ha spiegato – perché ho pensato che a distanza di anni non abbiamo ancora ottenuto la ‘distanza emotiva’ necessaria a capire un evento del genere. Questa distanza l’avremmo ottenuta se ci fosse stata una chiarezza giuridica e politica sulla strage, mentre rimane solo dolore e rabbia.”

Ed è proprio la battaglia per la ricerca della verità, lungo quarantuno anni segnati da episodi contrastanti, dal dolore e dal ricordo, dalle commemorazioni pubbliche e dai tanti depistaggi, che i Guerriglia Spam hanno scelto di rappresentare. Nel muro esterno dell’ex Macello di Rimini (via Bruno Toni 1) è stato realizzato un arco temporale che ha le sembianze di un arcobaleno in scala di grigi, e nasce dalla nube dell’esplosione del 1980 per arrivare fino a oggi, al sole che illumina la verità: “la strage è stata organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti”.