2 Agosto. A Bologna 85 sampietrini in ricordo delle vittime della strage

Dal Nettuno alla Stazione, lungo la strada percorsa ogni anno da familiari, istituzioni, cittadini

22 Luglio 2021

Da Piazza del Nettuno alla Stazione di Bologna. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della strage del 2 agosto 1980, familiari, istituzioni, associazioni e cittadine e cittadini attraversano la città lungo via Indipendenza, per chiedere verità e giustizia per le vittime dell’attentato. Un corteo che, seppure in una formula diversa dal solito per il rispetto delle normative legate al contenimento dell’emergenza sanitaria, non si è arrestato neanche nel 2020 quando, per un’intera giornata, la strada è stata teatro di testimonianze, performance artistiche e teatrali con l’iniziativa Le stazioni della Memoria.

Quest’anno, lungo tutto il percorso, saranno posizionati, a distanza di 13 metri l’uno dall’altro, 85 “sampietrini della memoria”. Ogni targa in ottone riporta i nomi e le età delle 85 vittime dell’attentato. Ispirati alle “pietre d’inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig e nati da un’idea del giornalista Aldo Balzanelli, sono stati disegnati con la collaborazione di alcuni studenti e studentesse del biennio di Decorazione per l’Architettura dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Un’installazione permamente che ha visto nella giornata di oggi la posa delle prime pietre e che sarà ultimata per le commemorazioni di quest’anno. L’iniziativa è il naturale prosieguo di quella del 2020 ed infatti è stata realizzata anche questa volta da Cantiere Bologna, 6000 Sardine e Cucine Popolariin collaborazione con il Comune di Bologna e l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 agosto. Per finanziare la realizzazione degli 85 sampietrini sono state utilizzate le risorse rimaste disponibili dalla raccolta fondi on line lanciata lo scorso anno e che prevedeva come “ricompensa” la consegna di un braccialetto in silicone con la scritta “Bologna non dimentica”.

“Quando mi è stata proposta questa iniziativa ho pensato subito che avrebbe rappresentato un ulteriore modo per custodire la memoria di quello che è avvenuto il 2 agosto 1980 – ha scritto in una nota il sindaco Virginio Merola – una strage terribile che non ha piegato Bologna e che questa città non può e non vuole dimenticare. I “sampietrini della memoria” permetteranno di non smarrire la strada e, a chi ci camminerà sopra, di chiedersi sempre chi erano quelle persone e per quale motivo hanno perso la vita”.

Le lancette dell’orologio della Stazione ferme alle 10.25, lo squarcio nella parete della sala d’aspetto e ora le pietre della memoria. Segni indelebili che testimoniano l’orrore e, allo stesso tempo, la forza di una comunità che non dimentica e non vuole che si dimentichi.