20/20. Due Rosso. Il processo creativo della performance è online

02 Marzo 2021

“Utilizzare le nuove possibilità comunicative dei social e del web per estendere e dilatare il concetto di “spettacolo”, che non è solo l’evento finale ma l’intero processo di realizzazione dell’opera d’arte”. La regista Ivonne Capece racconta così la scelta di rispondere alle limitazioni e alle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria aprendo il “dietro le quinte” delle fasi creative di uno spettacolo, quello spazio di solito intimo, privato, protetto dallo sguardo dello spettatore.

20/20. Due Rosso è la seconda tappa, dopo “Il bue nero“, del progetto triennale “Io non ci sono. Percorsi nell’Emilia-Romagna fascista, anti-fascista, post-fascista“, realizzato dalla compagnia (S)Blocco5 con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso la legge per la promozione della Memoria del Novecento.  Dopo aver raccontato cosa rimane della memoria civile quando i corpi non ci sono più e gli spazi si sono trasformati, questa volta la compagnia ci conduce in un percorso antropologico lungo cento anni: dal biennio rosso 1919/1920, segnato da insurrezioni, scioperi, paure e rivoluzioni, a quello contemporaneo 2019/2020, dove la pandemia ha sconvolto e creato un cortocircuito nelle nostre esistenze. Cento anni di sogni e mutilazioni di sogni. Il primo è il biennio in cui si crearono le premesse, da un lato, per la parabola socialista e comunista e, dall’altro, per quella fascista. Il secondo è il biennio di una pandemia che, come si legge nella descrizione del progetto,”svergogna le inadeguatezze del sistema socioeconomico che per duecento anni abbiamo tutelato, che ci virtualizza, ridefinisce l’idea di rapporto tra noi e gli altri, e tra noi e la natura”. E allora, chi siamo oggi rispetto ad allora? Chi ero – Chi sono (se ancora ci sono)? Sono le domande al centro della riflessione, al centro di questo percorso antropologico.

Le prime fasi per la realizzazione di “20/20. Due Rosso”un’installazione con elementi performativi destinata a musei, luoghi d’arte e spazi di ricerca realizzata in partnership con Elsinor Centro di Produzione Teatrale e AICS Bologna, si sono appena concluse. Attraverso dirette social, video in streaming, confronti online, (S)Blocco5 ha accompagnato spettatrici e spettatori all’interno di questi due mesi di lavoro e dei quindici giorni di residenza svolti presso il Teatro Giovanni Testori di Forlì. Con l’iniziativa 20/20 EXStream, il “dietro le quinte” è andato online ma la rete non è stata utilizzata come surrogato dell’evento in presenza. Ha invece consentito l’incontro diretto tra artista e pubblico, la condivisione, la comunicazione e la partecipazione.

Nel materiale, disponibile online sulla pagina Facebook e sul canale Youtube, si trovano tutti i momenti che hanno segnato il processo creativo fino ad ora e si troveranno quelli futuri: i confronti sulle idee, le prove attoriali, le discussioni organizzative sulla campagna pubblicitaria, i dialoghi con partner e istituzioni. Ci sono gli estratti delle scene su cui la compagnia è al lavoro, presentati e commentati dalla regista Ivonne Capece, dal drammaturgo e scrittore Walter Valeri, dalla scenografa e creatrice dei costumi e del concept visivo Micol Vighi, dal performer Giulio Santolini.

Oltre ad assistere le persone possono interagire con loro, lasciando commenti, offrendo punti di vista.

In attesa di calcare nuovamente le scene, di rivedere aperti i luoghi della cultura, di assistere al debutto di “20/20. Due Rosso”, (S)Blocco 5 e il Teatro Giovanni Testori ci offrono un diario di bordo che è a metà tra lo spettacolo e il reportage e un cammino nell’opera d’arte e nelle emozioni storiche collettive che l’Italia, e soprattutto l’Emilia-Romagna, hanno vissuto nell’ultimo secolo.

Video

20/20. Due rosso. Il trailer del progetto