Il 25 aprile 2021 è un percorso storico-letterario

21 Aprile 2021

Per ordinare il presente, inventare il futuro. Attraverso l’attenta selezione di brani saggistici e poetici di alcuni dei più grandi interpreti della cultura italiana del secondo dopoguerra. E’ il percorso storico-letterario intessuto da Giuseppe Filippetta, storico e costituzionalista, con cui l’Istituto Storico di Piacenza ha scelto di celebrare il 76° anniversario della Liberazione e ricordare l’impegno di tante donne e tanti uomini per costruire le basi della nostra democrazia.

In un video, che sarà online dal 24 aprile sul canale Youtube dell’Istituto Isrec Piacenza ed è introdotto e coordinato da Carla Antonini (direttrice dell’ISREC), Filippetta ripercorre le tappe della nascita della Costituzione italiana, dall’8 settembre 1943 all’esperienza partigiana fino ad arrivare alla Repubblica, attraverso alcune fondamentali pagine di letterati, poeti e politici, lette e interpretate da Tommaso Ragno.

Il cammino inizierà con alcuni estratti de “L’alba di un mondo nuovo” (Einaudi, 2018) di Alberto Asor Rosa. Il “Diario 1942-1945: cronache del tempo di guerra” (Blu Edizioni, 2005) di Carlo Chevallard ci trascinerà all’interno della Seconda Guerra Mondiale, nell’Italia occupata dai nazifascisti. Con le opere e le parole di René Char, Alfonso Gatto, Carlo Levi, Marcello Venturi, Davide Lajolo e Roberto Battaglia ripercorreremo la Resistenza, nelle sue fasi, nelle scelte dei singoli, nella sua organizzazione. Con i versi di Andrea Zanzotto ci interrogheremo sull’eredità della lotta di Liberazione e, subito dopo, con Maurizio Maggiani, Vincenzo Consolo, Vincenzo Consolo, Piero Calamandrei entreremo nel vivo del percorso di costruzione della Costituzione e dello Stato democratico.
Chiuderà il cammino una “canzonetta” che Gianni Rodari scrisse su “L’Unità”, nella rubrica settimanale di risposte alle domande che gli avrebbero posto i bambini, intitolata “Il libro dei perché”. In questo caso la domanda è di una bambina, Laila, che chiede “Perché si nasce?”. E Rodari coglie l’occasione per invitarla a un impegno, a una responsabilità. Che è il modo di dire che il percorso fatto non è compiuto del tutto, perché c’è sempre da inventare il futuro.