«Accadrà ma non a noi». Online il docu-film sulle Officine Reggiane

06 Agosto 2021

La storia delle Officine Reggiane è la storia politica, sociale, culturale, economica di Reggio Emilia. E’ la storia del Novecento e delle sue trasformazioni ed evoluzioni, dei suoi conflitti e delle sue crisi, della ripresa economica e dello sviluppo imprenditoriale, di lotte sindacali e battaglie politiche. E’ una storia collettiva che si compone di migliaia di frammenti di storie individuali e arriva all’interno delle case, delle biografie, degli album di famiglia di ogni cittadina e cittadino reggiano. E’ una grande storia industriale e sociale, che, dal 1904 al 2008, ha coinvolto, più o meno direttamente, tutta la comunità di Reggio Emilia e ha determinato la fisionomia del territorio, influenzandone l’espansione urbanistica, la diffusione dei servizi e dei trasporti, la svolta da un’economia agricola a una industriale.

Restituire la complessità di questi intrecci, tra storia locale e nazionale e storie personali, rappresentare l’eredità della “grande fabbrica” e far conoscere l’imponente quantità di materiali d’archivio delle Reggiane, sono stati gli obiettivi al centro del lavoro per la realizzazione del docu-film Accadrà ma non a noi. Al di qua e al di là delle Officine Reggiane che, già nel titolo, esplicita la dimensione di una storia che supera i confini temporali, muovendosi tra un passato da recuperare, indagare e rendere sempre più aperto e accessibile e un futuro da costruire insieme a tutta la città.

Il documentario, una produzione del Centro Teatrale MaMiMò e di Spazio Gerra realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna, è stato curato da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli e Nicolò Maltoni e raccoglie una grande quantità di immagini e filmati originali e inediti tratti dall’Archivio storico delle Officine Reggiane, ai quali si aggiungono numerose interviste eseguite nel corso dell’ultimo decennio a storici, ricercatori, ex operai e operaie della fabbrica e loro familiari. Presentato in anteprima alla città mercoledì 21 luglio il docu-film è ora disponibile online sulla piattaforma Vimeo.

A partire dai fascicoli contenuti nell’archivio – un patrimonio che occupa più di due chilometri di scaffali e contiene, oltre alle 22.000 cartelle del personale anche foto e documenti relativi ad ogni singolo aspetto della vita dell’azienda – prende le mosse una narrazione che ci restituisce l’immagine chiara di uno sforzo collettivo, eseguito da una intera città, per consentire a tutti di rileggere la propria storia fra suggestioni personali legate alle singole esperienze, passaggi epocali (due guerre mondiali), tragedie, innovazioni tecnologiche e rivoluzioni sociali.

Le testimonianze dirette che ripercorrono cosa voleva dire essere impiegati all’interno delle Officine Reggiane si alternano con quelle della compagnia teatrale MaMiMò che racconta i lavori preparatori dello spettacolo teatrale Officine Reggiane. Il sogno di volare, basato sulle cartelle personali dei dipendenti e indirizzato a ricostruire scenicamente storie di vita e lavoro all’interno della fabbrica e a riflettere sul valore, ieri ed oggi, dell’idea di progresso. Valerio Biondi, della segreteria CGIL di Reggio Emilia, analizza nel documentario il ruolo politico e sindacale assunto dal movimento operaio all’interno della fabbrica, dalla Resistenza degli anni Venti all’occupazione del 1950-1951 che durò per 368 giorni e mobilitò tutta la città in una grande rete di solidarietà nei confronti dei lavoratori. Gli interventi di Massimo Storchi, storico e direttore del Polo Archivistico di Reggio Emilia, di Giordano Gasparini, direttore della Biblioteca Panizzi e di Stefania Carretti, direttrice di Spazio Gerra, ci portano all’interno delle evoluzioni e delle trasformazioni sociali e politiche della città e dell’importante lavoro di recupero, valorizzazione e condivisione con la cittadinanza di tutto il patrimonio di documenti e memorie delle Reggiane.

Il docu-film “Accadrà ma non a noi. Al di qua e al di là delle Officine Reggiane” segna una tappa importante di questo processo di restituzione che si apre ora a nuovi orizzonti, con l’intervento di rigenerazione urbana di parte dell’area industriale. Per mantenere forte il legame con quella storia che custodisce, come dichiarato dal sindaco Luca Vecchi nel documentario, “l’anima profonda di questa città”.