Al Festival Filosofia 2020 con l'Istituto Storico di Modena

18 Settembre 2020

Con un programma che conta quasi 150 appuntamenti e oltre 40 lezioni magistrali in cui grandi personalità del pensiero filosofico e del mondo della cultura faranno emergere le sfide poste oggi in ogni campo da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, l’edizione 2020 del Festival Filosofia dedicata al tema “macchine” si conferma anche quest’anno come un appuntamento di grandissimo valore, lo spazio in cui fermarsi a riflettere, in cui osservare il nostro presente sconvolto anche dall’emergenza sanitaria e interrogarsi sul futuro. “Questo tempo – ha affermato il filosofo Massimo Cacciari che ha sostituito, all’interno del comitato scientifico della rassegna, Remo Bodei, scomparso lo scorso novembre, –  si dovrebbe prenderlo con filosofia, cioè ragionare: non rassegnarsi, non accettare tutto, non obbedire passivamente, ma ragionare su quello che ci viene detto di fare, sulla situazione, sulla sua drammaticità, e ragionare dei programmi che saranno necessari per riprendersi e per ricostruire”.

Si è parlato molto di strumenti digitali nei mesi del lockdown e di come la tecnologia sia stata fondamentale per superare le barriere fisiche, di come influisca quotidianamente nelle nostre vite. Le macchine cambiano il lavoro, la nostra coscienza, la nostra intelligenza e anche il modo di fare storia e memoria, di valorizzare e promuovere la conoscenza delle fonti storiche. E proprio intorno a quest’ultima riflessione sono stati organizzati, in collaborazione con l’Istituto Storico di Modena, tre appuntamenti all’interno della rassegna: un’installazione e due seminari laboratoriali.

Al Festival Filosofia approda infatti quest’anno il progetto dell’Archivio delle Fonti Orali del Villaggio Artigiano di Modena Ovest, un percorso di ricerca e sperimentazione che la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto grazie ai fondi della legge per la promozione della Memoria del Novecento, e che ha dato vita ad una raccolta digitale di memorie, orali, scritte, e materiali. Sono le memorie di chi ha vissuto questa esperienza, la prima sorta in Italia nel 1953, dalla sua nascita ed ha contribuito a crearne l‘identità. AFOr è un luogo virtuale, accessibile a tutti, nel quale si possono ascoltare le voci degli abitanti del Villaggio artigiano, si possono condurre analisi e ricerche sul processo di costruzione corale del primo modello urbanistico nazionale di comunità artigiana. Per conoscere meglio questa iniziativa durante le giornate del Festival si potrà visitare la mostra Memorie artigiane, memorie digitaliOltre alla riproduzione delle interviste, nella mostra sarà possibile vedere gli sviluppi che la ricerca e le strade perseguite per raccontarla hanno sviluppato: l’applicazione del Machine Learning, della scansione e della stampa 3D.

Di conservazione della memoria del passato in un’epoca contemporanea caratterizzata dal progresso sempre più rapido dello sviluppo tecnologico si occuperanno anche due seminari laboratoriali, realizzati sempre in collaborazione con l’Istituto Storico di Modena, e in programma per venerdì 18 e sabato 19 settembre. Anche in questo caso il nucleo centrale sarà il progetto AFOr, preso in esame però sul piano metodologico e facendo una disamina degli strumenti o, meglio, delle macchine messe al servizio del lavoro di ricerca. Nell’incontro Machine learning e fonti storiche si analizzerà come questi “moderni macchinari” semplifichino le operazioni di raccolta ed archiviazione dei materiali. A partire dalle scansioni digitali di documenti scritti, il machine learning è utilizzato per riconoscere il testo contenuto nelle digitalizzazioni, che verrà poi utilizzato per estrapolare, sistematizzare, e visualizzare le caratteristiche salienti dei testi. Queste verranno poi utilizzate a loro volta per imbastire un sistema semi-automatizzato di arricchimento dei materiali (metadati).
Nel seminario di sabato, Dal manuale al digitale, verrà invece approfondito il ruolo che oggi rivestono la scansione e la stampa 3D, sia come documento storico che come collegamento immaginario tra il lavoro dell’artigiano di ieri con l’artigiano di oggi, tra antichi saperi condivisi all’interno di un villaggio artigiano e nelle comunità online dell’epoca contemporanea.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito. Per partecipare ai seminari laboratoriali è necessaria la prenotazione.