Corti d'Assise Straordinarie. Online il portale e la prima parte della ricerca

29 Aprile 2020

E’ stata presentata oggi la prima parte dell’importante lavoro regionale di ricerca storica che ricostruisce, per la prima volta in maniera sistemica ed organica, tutta l’attività delle Corti d’Assise Straordinarie dell’Emilia-Romagna, organismi giudiziari costituiti nel 1945 dai nuovi poteri democratici per contenere gli effetti della reazione di rivalsa popolare contro la violenza fascista e che rimasero in attività fino al 1947.
Lo studio e l’analisi comparata dei processi svolti nei confronti dei responsabili dei crimini commessi durante la Repubblica Sociale di Salò e di quanti furono chiamati a rispondere dei reati di collaborazionismo consentono di comporre un quadro più esaustivo degli anni della guerra e della transizione dal fascismo allo stato democratico. Oltre alla ricostruzione di alcuni episodi specifici di cui fu teatro il territorio dell’Emilia-Romagna emergono le specificità e le peculiarità che la violenza fascista assunse in alcune aree della regione, si possono rintracciare le differenti caratteristiche del tessuto economico, sociale e politico delle singole province e condurre delle riflessioni di lungo periodo su determinate istanze storiche.

Il lavoro di censimento e indagine documentale ha interessato, fino ad ora, complessivamente 650 processi svolti dalle Corti di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, negli anni tra il 1945 e il 1947, nei confronti di 1.055 imputati. Sul portale dedicato al progetto (cas.900-er.it) si possono consultare alcune infografiche che, per ogni territorio, riportano i dati anagrafici degli inquisiti, come la loro iscrizione al Partito Nazionale Fascista o al Partito Fascista Repubblicano, l’eventuale appartenenza alle Brigate Nere o ad altri reparti paramilitari o di polizia, l’età al momento del reato. E poi un dettaglio specifico sull’attività delle Corti: le sentenze, le condanne e le assoluzioni emesse, le pene inflitte. Sempre attraverso questo lavoro di ricerca si possono ricostruire i nomi di tutti coloro che presero parte, in qualità di giudici togati o popolari, all’attività delle Corti: avvocati, uomini di legge, studenti e personalità di rilievo del tessuto sociale e culturale dell’epoca, che venivano estratti a sorte da liste compilate dai CLN. Uomini, non di rado protagonisti della Resistenza, cui venne affidato il delicato equilibrio di giudizio sugli ex nemici, chiamati a rispondere in processi pubblici dei reati di collaborazionismo, ossia di atti di tradimento al governo legittimo e di aiuto al tedesco occupante. Infine, la ricostruzione georeferenziata delle violenze che furono oggetto dei processi, grazie al collegamento di questa indagine con un altro lavoro di ricerca regionale, Resistenza mAPPe.

Tutti questi dati quantitativi e di sintesi non solo ci consentono di ricostruire il funzionamento delle Corti in ogni territorio provinciale ma aprono la strada a molte altre riflessioni e ad altri lavori di indagine. Il progetto di ricerca regionale che è stato presentato oggi è solo la prima parte di un lavoro, iniziato nel 2019, che durerà tre anni e interesserà tutte le Corti d’Assise Straordinarie dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa, sostenuta dalla Regione attraverso la legge per la promozione della Memoria del Novecento, è coordinata dall’Istituto Storico di Modena e realizzata in collaborazione con la Rete degli Istituti Storici dell’Emilia-Romagna, l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e gli Archivi di Stato di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. 

Sul profilo youtube dell’Istituto Storico di Modena si possono rivedere il video della presentazione del progetto, a cura della direttrice dell’Istituto Metella Montanari, e i contributi delle ricercatrici e dei ricercatori Toni Rovatti, Federico Chiaricati, Simeone Del Prete e Iara Meloni.

Video

La presentazione del progetto a cura della direttrice dell'Istituto Storico di Modena Metella Montanari