Dentro Auschwitz, con le tecnologie digitali

25 Gennaio 2021

Attraversare, osservare, ascoltare racconti ed esperienze, comprendere l’orrore varcando la soglia di un campo di sterminio. Attività formative e di crescita, soprattutto umana e personale, che l’emergenza sanitaria, nell’ultimo anno, ha reso impossibili sul piano fisico ma che non si sono fermate grazie alle tecnologie digitali. E proprio in occasione del Giorno della Memoria 2021, data in cui si ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e si commemorano le vittime dell’Olocausto, l’Istituto Storico di Modena e il Centro studi per la stagione dei movimenti di Parma hanno organizzato due esperienze, virtuali, che ci conducono all’interno del sistema concentrazionario situato nella Polonia meridionale e ci permettono di approfondire alcune realtà nate in questo luogo, teatro di uno dei più grandi massacri che l’essere umano abbia mai conosciuto.

Una di queste è la casa editrice diretta, da più di dieci anni, da Jadwiga Pinderska-Lech e che si trova all’interno del museo-memoriale di Auschwitz-Birkenau, esattamente nell’edificio di mattoni dove aveva il suo studio Eduard Wirths, il medico-capo del campo, l’uomo a cui faceva riferimento, tra gli altri, Josef Mengele.  Qui oggi prendono corpo pubblicazioni di libri e periodici che promuovono la diffusione della conoscenza della storia di Auschwitz, che ricostruiscono le storie delle vittime e di quanti furono deportati e che analizzano alcuni aspetti specifici attraverso un accurato e attento lavoro di ricerca documentale e analisi delle fonti e delle interpretazioni storiche. Documenti che erano stati portati via all’indomani della liberazione e che sono stati ritrovati, appunti da cui emergono episodi all’apparenza piccoli ma significativi, testi autobiografici dei sopravvissuti, ma anche libri illustrati e raccolte di poesie. La casa editrice raccoglie, seleziona e contribuisce a ricostruire la verità storica sullo sterminio. Jadwiga Pinderska-Lech racconterà il suo lavoro martedì 26 gennaio, in collegamento da Auschwitz, dialogando con Silvia Mantovani, dell’Istituto Storico di Modena. L’iniziativa si potrà seguire in diretta sulla pagina Facebook dell’Istituto.

Giovedì 28 gennaio l’educatore-guida presso il Museo di Auschwitz-Birkenau Michele Andreola, accompagnerà tutti coloro che si collegheranno attraverso la piattaforma Zoom, in una visita virtuale all’ex lager. Un’esperienza intensa e e dal forte impatto emotivo e conoscitivo che, certo, non è paragonabile a quella fisica, ma che permetterà comunque di varcare la soglia del campo di concentramento per scoprirne la storia e le sue memorie. L’iniziativa è organizzata dal Centro Studi per la stagione dei Movimenti di Parma, in collaborazione con il Comune di Parma e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle attività per la promozione della storia del Novecento. Per ricevere il link e partecipare all’incontro su Zoom, è necessario scrivere a info.cultura@comune.parma.it o telefonare al numero 0521-218924.

Auschwitz è “una storia solo apparentemente lontana”, come richiama il titolo dell’incontro con Jadwiga Pinderska-Lech. Ed è un luogo solo apparentemente lontano. Un percorso di conoscenza, anche virtuale, è un’esperienza che resta indelebile per sempre.