La strage di Ustica nei versi di Gregorio Scalise

05 Giugno 2020

«Verranno fuori da quel mare inquinato / aspettano in fila / chiederanno il conto / la coscienza, il corpo, i capelli, / di tutti quei tristi capitani».  Il poeta, saggista e drammaturgo Gregorio Scalise, scomparso a Bologna all’età di 81 anni l’11 maggio scorso, ha legato gran parte della sua produzione poetica e artistica alla battaglia per la ricerca della verità sulla strage di Ustica e per tenere viva la memoria nei confronti degli 81 passeggeri del DC9 dell’Itavia che persero la vita il 27 giugno 1980.

Nel 2013 l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica ha raccolto la sua produzione su Ustica nel volume Che cosa volete sapere? edito da Corraini. Nel libro le poesie scritte da Scalise negli anni Novanta, i suoi frammenti di parole, si uniscono alle opere dell’artista Flavio Favelli per comporre un flusso continuo e unitario di ricordi e verità, restituendo una memoria personale ma anche collettiva. Parole e immagini che, insieme, fanno riflettere e scuotono con la loro forza, prima di tradursi in memoria.

A quarant’anni dalla strage e per rendere omaggio alla figura di Gregorio Scalise, l’associazione presieduta da Daria Bonfietti ha scelto di rendere quest’opera disponibile online e si può quindi scaricare direttamente dal sito.

“Che cosa volete sapere?” è parte di una raccolta di quaderni di poesia, realizzati dall’Associazione in collaborazione con la casa editrice Corraini, di cui fanno parte anche È negli oggetti che ti ricerco, che raccoglie i testi di Leila Falà, Nicola D’Altri e Roberta Sireno scanditi dalle opere di Germano Sartelli; e Adesso, che ospita i testi e i disegni realizzati dal pubblico in occasione della performance di Judith Malina e Silvia Calderoni “The plot is the revolution”, svolta nel 2015 nel Giardino del Museo per la Memoria di Ustica.