Dopo il lockdown torna a Cesena la mostra su Arpad Weisz

29 Maggio 2020

L’esposizione Arpad Weisz, una storia di sport e razzismo, che era stata inaugurata lo scorso 8 febbraio e che aveva dovuto chiudere i battenti poche settimane dopo a causa dell’emergenza sanitaria, torna ad essere esposta alla Galleria Pescheria di Cesena e si potrà visitare, nel rispetto delle nuove normative sulla sicurezza, fino al prossimo 28 giugno. Una ripartenza, nel segno della cultura e della memoria.

La mostra ripercorre, attraverso documenti dell’epoca, foto, ricordi e le suggestive tavole illustrate tratte dalla graphic novel di Matteo Matteucci “Arpad Weisz e il Littoriale” (edito da Minerva), la storia personale e professionale dell’allenatore ungherese ebreo e della sua famiglia, intrecciandola con le vicende drammatiche dell’Europa e della nostra regione negli anni della dittatura fascista e delle leggi razziali. Vincitore di uno scudetto con l’Inter (1930) e di due con il Bologna (1936 e 1937), Weisz era un uomo che aveva costruito un profondo legame con la città di Bologna, dove era amato e stimato. I suoi figli, battezzati alla fede cristiana, frequentavano le scuole “Bombicci” e lui era all’apice del successo come allenatore quando, nel 1938, fu  costretto a lasciare l’Italia per le sue origini ebree. Dopo aver cercato rifugio in Europa, Weisz e la sua famiglia vennero sterminati ad Auschwitz nel 1944. La sua storia, riportata alla luce in tempi recenti, è quella di una persona normale che viene improvvisamente travolta dalla brutalità dalle leggi razziali. E’ una storia comune che ci aiuta a comprendere meglio la crudeltà delle persecuzioni naziste, ed è un monito per il futuro.

L’esposizione, ad ingresso gratuito, è promossa dal Comune di Cesena in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena.