Mazal Tov! Il MEIS riapre e vi invita a nozze

Il matrimonio ebraico ieri, oggi e domani. Lo racconta la mostra allestita a Ferrara

24 Giugno 2021

“Dopo mesi di chiusura forzata a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo deciso di inaugurare la riapertura del MEIS con una mostra gioiosa, un vero e proprio invito a nozze”. Sono le parole con cui Dario Disegni, Presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, ha presentato il percorso espositivo con cui il complesso delle ex-carceri di Ferrara, sede del Museo, ha finalmente riaperto le porte a visitatori e visitatrici.

E il tema scelto è uno dei riti più antichi ed affascinanti dell’ebraismo, una cerimonia carica di mille significati, che si nutre di precetti del passato, che rappresenta la continuità della tradizione e che, eppure, convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia: il matrimonio, attraverso i secoli. Ieri, oggi e domani.
Il percorso espositivo curato da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestito dall’architetto Giulia Gallerani racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti, come le Ketubbot del ‘600 e del ‘700 custodite dalle Gallerie Estensi di Modena e il teatrino dell’artista genovese Emanuele Luzzati proveniente dal Museo Ebraico di Bologna, ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie, frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti, atti, scatti.

Il matrimonio nella sua dimensione storica, religiosa, culturale e privata. Nelle sale di via Frangipane sono infatti raccolti anche regali di nozze, inviti, bomboniere, libretti e le kippot (i copricapi) che vengono donati durante la festa di nozze. Oggetti che rappresentano un ricordo felice, un momento gioioso di condivisione. Come le foto del matrimonio inviate al Museo da visitatori e visitatrici e che sono esposte in una parete. Immagini che raccontano due vite, una storia d’amore e una parte dell’ebraismo italiano.

Un rito millenario letto anche attraverso le lenti dell’arte contemporanea con le opere dell’artista israeliana Sigalit Landau che ha seguito insieme al fotografo fotografo Yotam From il processo di cristallizzazione di un abito nero immerso nel Mar Morto, di Florah Deborah, francese di nascita e milanese di adozione, che ha rielaborato il “mikveh” – il bagno rituale in apposite vasche piene di acqua piovana o sorgiva che compiono le donne alla vigilia del matrimonio -, e di Jenny Hassan, artista romana, che ha rappresentato con un’opera su tela il significato della rottura del calice degli sposi.

I temi trattati nelle sale della mostra verranno poi approfonditi attraverso degli eventi online con la serie di incontri #MAZALTOV! lanciata sulla piattaforma Zoom del MEIS. Si esploreranno alcune delle infinite sfumature del matrimonio ebraico: dall’arte della Ketubbah (l’atto matrimoniale riccamente decorato), al divorzio; dai racconti resi celebri dalle serie tv e i film sul grande schermo alle vicende delle famiglie ebraiche italiane. Il primo appuntamento da non perdere vede come protagonista lo straordinario album di firme della famiglia del drammaturgo e critico letterario Sabatino Lopez.

L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara, è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Istituto di Storia Contemporanea-Isco di Ferrara e del Liceo “Antonio Roiti” e al contributo di DiMedia, Gruppo Hera, Fondazione Bottari Lattes e Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Lévy.

Maggiori informazioni sono sul sito.