Muri d'inciampo. Le pareti degli edifici raccontano la Shoah

27 Gennaio 2021

Le storie di uomini e donne deportati nei campi di sterminio, quelle di quanti hanno subito la violenza delle leggi razziali, il ricordo di milioni di vittime della furia nazista trovano oggi spazio non solo nelle piattaforme digitali ma anche sui muri degli edifici di Parma, Chieti e Bologna, grazie ad un progetto di videomapping nato direttamente dall’idea di un centinaio di studentesse e studenti delle tre città. Proiettiamo sui muri la storia delle pietre d’inciampo, questo il nome dell’iniziativa che ha coinvolto l’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Di Savoia di Chieti come capofila, il Liceo Toschi di Parma e l’Istituto di Istruzione Superiore Aldini-Valeriani di Bologna e che è stata finanziata dal Miur.

Dopo una prima fase di studio e di analisi curata dai giornalisti di Mandragola Editrice (media partner dell’evento insieme ad Ansa) e insieme con i docenti, le ragazze e i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio per la realizzazione di podcast radiofonici e di video per raccontare la storia delle persone deportate nella loro città e alle quali sono dedicate le “pietre di inciampo”. E proprio questi video, in cui si intrecciano immagini provenienti dagli archivi e altre realizzate dagli studenti stessi, narrazioni personali e ricostruzioni storiche, verranno proiettati mercoledì 27 gennaio sulle pareti di alcuni edifici delle tre città. Non si potrà assistere fisicamente all’iniziativa ma la si potrà seguire in diretta streaming.

A Chieti la proiezione si svolgerà al mattino, dalle 11 alle 12, mentre dalle 18 alle 21:30 saranno, in contemporanea, Bologna e Parma ad animare, rispettivamente, le facciate del portico dell’Istituto Parri e il lato ovest del complesso monumentale della Pilotta. Per tutta la settimana dal 27 gennaio al 3 febbraio, si potranno poi ascoltare, su Radio Zai.net, i podcast con i lavori delle studentesse e degli studenti coinvolti.

A Bologna verranno proiettate e raccontate le storie di Nella Baroncini, Angela Baroncini, Jole Baroncini, Teresa Benini, Adelchi Baroncini, Adelaide Calò, Raimondo Calò, Jack Emanuele Calò, Sergio Calò, Aureliano Calò, Alberto Calò, Mario Finzi. Nel video le immagini che provengono dall’archivio Amood e dall’Istituto Parri si alternano ai primi piani dei ragazzi e delle ragazze che hanno lavorato al progetto e il montaggio è scandito dalle voci dei giovani che interpretano le storie che hanno scritto.

Gli studenti e le studentesse di Parma racconteranno, dopo aver intervistato testimoni diretti grazie alla collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea e dell’ Anpi e aver svolto una ricerca dettagliata sulle loro vite, Carolina Blum, Primo Polizzi, Ugo Franchini e Sergio Barbieri. Le immagini utilizzate sono sia quelle dell’archivio dell’Istituto Luce che quelle girate dagli stessi ragazzi.

Sulla pagina Facebook di Zai.net verranno trasmesse le dirette streaming delle proiezioni e verranno condivisi, nel corso dell’evento, contenuti in diretta dalle città coinvolte nel progetto.

Oltre a questa iniziativa tutte le sere, a Bologna, dal 25 al 31 gennaio, sulle pareti di Sala Borsa, viene proiettato un estratto senza sonoro di “Lettere dall’archivio“, il documentario di Davide Rizzo che segue le vicende personali e professionali di Enrico De Angeli, Giulio Supino e Guido Muggia, allontanati dalla professione in seguito alla promulgazione delle leggi razziali del 1938. Il documentario integrale è a disposizione, fino al 29 gennaio, sul canale YouTube della Cineteca di Bologna.