Nasce la app Campo Fossoli

16 Settembre 2020

Si chiama Campo Fossoli, si potrà scaricare gratuitamente da questo fine settimana e sarà presentata al pubblico il 4 ottobre, giorno in cui è in programma una visita guidata aperta a tutti, la nuova applicazione che permetterà ai visitatori e alle visitatrici dell’ex campo di concentramento alle porte di Carpi di attraversare uno dei luoghi di Memoria più significativi in Europa in modo innovativo e coinvolgente, ripercorrendone la storia e i cambiamenti che si sono susseguiti negli anni, ascoltando le voci di coloro che lo hanno attraversato.

Il Campo di Fossoli è un luogo complesso, dove la storia si è stratificata lasciando segni tangibili di alcuni degli avvenimenti cardine del Novecento. Attivo dal 1942 al 1970 ha avuto diverse fasi di utilizzo. La Repubblica Sociale Italiana lo avevo scelto come uno dei luoghi dove concentrare gli israeliti, italiani e stranieri, ormai privi di diritti civili e politici. Quando passò sotto il controllo delle SS divenne un campo di polizia e di transito, i cui internati erano destinati alla deportazione in Germania, Austria e Polonia. Il 22 febbraio 1944 partì da qui il primo convoglio per Auschwitz e tra gli oltre 600 deportati c’era anche Primo Levi. Nel dopoguerra divenne centro di raccolta per profughi stranieri, poi, dal maggio 1947 all’agosto 1952, la struttura venne occupata dall’Opera Piccoli Apostoli, fondata da un sacerdote originario di Fossoli, don Zeno Saltini, per dare famiglia a bambini abbandonati e orfani di guerra. Vengono abbattuti muri e fili spinati, le baracche modificate in case di abitazione, scuole, laboratori, bar, e si piantano alberi, orti, giardini. Il Campo diventa Nomadelfia, la città dove la fraternità è legge. Infine, l’ultima fase di occupazione del Campo Nuovo, che arriva fino al 1970, è quella dei profughi giuliano-dalmati: poco più di un centinaio di famiglie di lingua e cultura italiana che hanno abbandonato le loro terre assegnate alla Jugoslavia in seguito ai trattati di pace dopo la seconda guerra mondiale.

La app, sviluppata da Fuse*Factory su indicazione della Fondazione Fossoli, ricostruisce i tratti essenziali di questi avvenimenti storici attraverso mappefoto, infografichedocumenti, video e le voci dei testimoni. Accompagna chi visita il centro attraverso gli anni, gli permette di incontrare le persone e le storie che lo hanno abitato, lo guida in percorsi che si snodano fra varie tappe dislocate lungo l’area. Cuore della visita è l’ascolto, con le immagini che giocano un ruolo di accompagnamento, cosicché lo sguardo possa essere libero di vagare nel luogo in cui è immerso.

Un’esperienza diversa, che non si sostituisce alle visite reali anche perché l’app funzionerà solo all’interno del Campo di Fossoli, ma che testimonia come le tecnologie possano oggi aumentare la fruizione dei luoghi di Memoria, offrendoci nuovi modi di avvicinarci alla loro storia e di promuoverne la conoscenza.