Una risata ci salverà. Il cinema nel giardino del MEIS

26 Luglio 2021

L’umorismo è una componente connaturale della tradizione ebraica, un’attitudine mentale e del cuore, un fil rouge che lega la storia di questo popolo nella sua dimensione pubblica e privata e che si manifesta in ogni espressione artistica, dalla letteratura al grande schermo. Perché “ridere è sempre stato un gesto liberatorio, un’ancora di salvezza nelle situazioni più difficili”, come si legge nella presentazione di Una risata ci salverà, la seconda edizione della rassegna cinematografica che anima il giardino del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah a Ferrara. Una selezione di sette pellicole, da scoprire o riscoprire, che ci conducono all’interno della cultura e della storia ebraica, affrontando tematiche molto differenti tra loro ma unite proprio dall’universale potere del sorriso e contraddistinte dallo humour ebraico.

Dopo i primi due appuntamenti del 7 e del 21 luglio con, rispettivamente, Un appuntamento per la sposa di Rama Burshtein e di The women’s balcony di Emil Ben-Shimon, le proiezioni nel giardino del museo, sotto le stelle, comodamente seduti su sedie posizionate nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del Covid-19, proseguiranno fino al 25 settembre.

Sullo schermo grandi classici della comicità, come La guerra lampo dei fratelli Marx, il lungometraggio che anticipò di sette anni la denuncia antimilitarista di Charlie Caplin ne “Il grande dittatore” (1940), e commedie di dark humor come A serious man, la prima pellicola nella quale i fratelli Coen hanno affrontato esplicitamente il tema della loro identità ebraica. Con Tutti pazzi a Tel Aviv il regista palestinese Sameh Zoabi ci conduce all’interno di uno dei più dolorosi conflitti della storia contemporanea, mostrando, con sapiente ironia, le vite da entrambi le parti di un posto di blocco, le difficoltà di chi vive in un perenne stato di guerra. Culture, identità, tradizioni da preservare, adeguandole anche alle necessità delle nuove generazioni saranno raccontate, a ritmo di musica, ne Il violinista sul tetto di Norman Jewison, mentre sarà il capolavoro di Radu Mihăileanu Train de vie a trascinarci all’interno della ferocia della Shoah.

Prima di ogni proiezione, alle 21, il Direttore e lo staff del museo faranno una breve introduzione – trasmessa in streaming anche sulla pagina Facebook del MEIS – sui temi trattati, suggerendo letture di libri reperibili al MEISHOP. Le proiezioni avranno il costo di quattro euro. Maggiori informazioni per l’acquisto dei biglietti sono sul sito.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio e al sostegno del Comune di Ferrara, al sostegno della Cooperativa Le Pagine e di Malimpensa S.n.c e la collaborazione de Il Pitigliani Kolno’a Festival e di Arci Ferrara.