Rivoluzioni. Il progetto che indaga la complessità del Novecento

04 Marzo 2020

Indagare e ricostruire la complessità del Novecento attraverso gli occhi del presente. È questo l’obiettivo del progetto triennale Rivoluzioni. Persone, luoghi ed eventi del ‘900 tra crisi e trasformazioni, che l’Istituto storico di Modena e il Centro documentazione donna hanno promosso in collaborazione con il Comitato per la storia e le memorie del Novecento del Comune di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Non si tratta solo di una ricostruzione cronologica degli avvenimenti che hanno segnato il secolo appena trascorso quanto piuttosto di un accurato lavoro di ricerca che metterà in relazione la storia di Modena con le trasformazioni che sono avvenute nella cultura, nella società, nella politica e nell’economia a livello nazionale e internazionale. Un’indagine condotta seguendo un tracciato originale che passa attraverso alcune domande e riflessioni specifiche. Quali sono gli avvenimenti del Novecento che oggi consideriamo rivoluzionari? Cos’è per noi, e in particolar modo per le giovani generazioni, una rivoluzione? Come è cambiato o come può cambiare il modo di raccontare la storia in seguito all’avvento di nuovi strumenti di comunicazione?

Il progetto, che è iniziato alla fine del 2019 e proseguirà fino al 2021, si articolerà in tre azioni principali. Prima di tutto un’attività di ricerca documentaria che servirà a costruire una lettura del Novecento, in particolar modo modenese, attraverso la raccolta di nuove fonti orali e lo studio di quelle conservate negli archivi. A fare da cardine al lavoro di indagine sarà una selezione di eventi, persone e luoghi che hanno avuto una capacità rivoluzionaria o sono stati teatro di grandi trasformazioni. Questo lavoro di analisi produrrà sia una collana dedicata a profili biografici “rivoluzionari”, ovvero persone che con il loro impegno sociale e la loro produzione culturale hanno cambiato Modena, segnandone l’identità, sia un portale nel quale saranno raccolti tutti i materiali e si troveranno anche mappe con percorsi tematici per cittadine e cittadini.

Grande importanza verrà poi assegnata alla public history e anche in questo caso il linguaggio che verrà adottato per raccontare gli avvenimenti storici sarà “rivoluzionario” e coinvolgerà autorevoli esponenti del mondo dell’arte, della cultura e della ricerca. È previsto infatti, per il prossimo autunno, un ciclo di reading letterari, spettacoli teatrali, incontri e seminari.

Al progetto prenderanno parte anche le ragazze e i ragazzi delle scuole modenesi che avranno la possibilità di lavorare sul concetto di “rivoluzione” e di portare il proprio punto di vista attraverso una serie di attività che si svolgeranno negli istituti.

Tra i partners scientifici dell’iniziativa vi sono il Dipartimento di studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio-Emilia, la Fondazione Collegio San Carlo, il Centro culturale L.Ferrari e l’Anpi, realtà che sono anche componenti del Comitato per la storia e le memorie del Novecento del Comune di Modena.