Salva una storia. La campagna di raccolta di memorie della Fondazione Fossoli

11 Agosto 2021

Storie di guerra e di deportazione, di Resistenza e ricostruzione. Storie di chi il campo di concentramento di Fossoli l’ha attraversato, di chi vi fu internato, di chi riuscì a scappare e di chi venne rinchiuso nei convogli diretti ai campi di sterminio in Germania. Un patrimonio di memorie individuali e personali, di quelle microstorie che fanno la Storia. Per salvare dall’oblio e dalla dispersione queste testimonianze e metterle a disposizione della ricerca e di studentesse e studenti, la Fondazione Fossoli ha lanciato la campagna internazionale “Salva una storia“.

L’invito è semplice: tutti coloro che sono in possesso di taccuini, appunti, lettere, fotografie, quaderni o oggetti riguardanti non solo il Campo di Fossoli ma più in generale gli anni della guerra e quelli della ricostruzione nel dopoguerra, possono donarli alla Fondazione che si occuperà della loro raccolta e sistemazione in occasione dell’avvio dei cantieri di restauro conservativo e di riqualificazione del campo. Per segnalare il materiale basterà mettersi in contatto con la Fondazione scrivendo una mail a fondazione.fossoli@carpidiem.it o chiamando
al numero 059.688272. La richiesta è aperta a cittadine e cittadini italiani, ma anche a contributi dall’estero, dal momento che al Campo furono rinchiusi anche centinaia di prigionieri britannici, sudafricani e neozelandesi catturati nel teatro di guerra nordafricano.

Istituito nell’estate del 1942 dal Regio Esercito Italiano come campo per prigionieri di guerra catturati nelle operazioni in Africa settentrionale, Fossoli divenne, nel dicembre 1943 e sotto l’autorità della Repubblica Sociale Italiana, campo di concentramento degli ebrei e, nei primi mesi del 1944 e fino all’agosto dello stesso anno, campo di polizia e transito per deportati ebrei e politici. Inserito nel sistema concentrazionario nazista il campo situato alle porte di Carpi, nel modenese, è così il principale luogo deputato alla deportazione dall’Italia verso i lager del Reich. In 7 mesi di gestione nazista passano da qui circa 5mila persone, di cui la metà ebree. Un terzo dei deportati ebrei dal nostro Paese ha varcato i cancelli del campo di Fossoli.

La campagna di raccolta vuole restituire voce a questi uomini e a queste donne, preservare e trasmettere alle giovani generazioni le loro memorie, anche quelle più intime e personali. Frammenti di vite che possono continuare, nel tempo, ad essere stimolo per ulteriori ricerche, linfa per nuovi percorsi didattici e, soprattutto, monito per il futuro. Come dichiarato dalla direttrice della Fondazione Fossoli, Marzia Luppi, “salvandone i documenti salviamo la storia di una persona. Salvando le storie di tante persone, mettiamo in salvo la Storia”.