Shoah 2021. Sarà Rimini ad ospitare le celebrazioni nazionali

09 Dicembre 2020

Il Ministero dell’Interno, in qualità di componente del Comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale costituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, ha individuato, in accordo con l’Unione delle Comunità ebraiche, Rimini come la città che ospiterà le celebrazioni nazionali in memoria della Shoah nel 2021.

Al centro dell’evento, organizzato in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e con il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, ci sarà la mostra 1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia, che verrà allestita nella città emiliano-romagnola e alla quale saranno affiancati numerosi appuntamenti di approfondimento, ricerca, promozione della conoscenza e diffusione della Memoria che si svolgeranno nel corso dell’anno, sia prima che dopo la data del 27 gennaio, fissata dalla legge 20 luglio 2000, n.211 quale “Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.
La mostra illustra, con impostazione scientifica e completezza di documentazione storica, la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945, ricostruendo tanto la fase della cancellazione e riduzione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938 al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana.

La notizia della scelta di Rimini, che segue quella di altre città come Torino, Venezia, Caserta, Modena, Firenze, Catania, Reggio Calabria, Napoli, Benevento e Lecce, è stata comunicata dal prefetto Forlenza che si è detto “fiero di poter tracciare, insieme alla città, alcune linee di ricordo e di attualizzazione che saranno riprese a livello nazionale” e ha annunciato di aver già assunto diretti contatti, sia con il Comune che con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea.