Srebrenica venticinque anni dopo

15 Luglio 2020

Furono più di 8.000 le vittime del genocidio di Srebrenica, il più grande massacro di civili avvenuto in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Venticinque anni dopo quell’11 luglio 1995 in cui le truppe guidate di Ratko Mladic entrarono nel piccolo paese della Bosnia Erzegovina, ancora oggi, nel sacrario di Potocari, si continuano a seppellire i resti dei cadaveri rinvenuti nelle fosse comuni. L’atto di pulizia etnica fu la manifestazione più agghiacciante e brutale di un conflitto che ha causato oltre 100mila mortitra cui migliaia di bambini e bambine. Le ferite aperte sono tutte ancora lì, le riflessioni da compiere ancora tante e necessarie.

Comune di Reggio Emilia, Istoreco, Cisl Emilia Centrale, Iscos Emilia-Romagna, Arci Reggio Emilia, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e Fondazione E-35 hanno organizzato, in occasione del venticinquesimo anniversario del genocidio, una due giorni per svolgere, a partire da una ricostruzione storica del conflitto, un’analisi sul presente dei Balcani e, in particolar modo, della Bosnia Erzegovina. Attraverso documentari, foto, testimonianze, convegni, si compirà un viaggio all’interno di quella “lunga storia europea” che ci riguarda tutti da vicino.

Si parte mercoledì 15 luglio alle 21.30, all’Arena Stalloni del cinema estivo di via Campo Samarotto 10 a Reggio Emilia, con la proiezione del documentario La pace fredda, è davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina? e, a seguire, con il confronto con gli autori Luca Leone e Andrea Cortesi, introdotti dall’assessore alle Politiche migratorie del Comune di Reggio Emilia Daniele Marchi. I registi hanno raccolto le voci di tanti testimoni, da Sarajevo a Bratunac e Belgrado, da Višegrad a Srebrenica. Protagonisti che raccontano senza nulla tacere la guerra, il ritorno alla pace, le difficoltà, le speranze e le delusioni della Bosnia Erzegovina, ma anche della Serbia, di oggi, le tragedie individuali e familiari. La serata si chiuderà con l’intervento di Tamara Cvetković, attivista per i diritti umani la cui famiglia è stata colpita dalla pulizia etnica. Per prenotare i biglietti occorre scrivere direttamente a biglietteria@arcire.it seguendo le indicazioni riportate sul sito.

Venerdì 17 luglio, nel cortile della sede Istoreco (via Dante 11), alle 21, si terrà il convegno I Balcani nella storia: attraverso il ‘900 jugoslavo con Alfredo Sasso e Marco Abram dell’Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa. A seguire, le fotografie di Mario Boccia accompagneranno un approfondimento su L’imbroglio etnico, la guerra degli anni ’90. L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti, pertanto è consigliata la prenotazione via mail a staff@istoreco.re.it.

Per favorire la fruizione della due giorni le iniziative saranno trasmesse anche in diretta Facebook sulla pagina di Istoreco.

(Credits. Le bare delle vittime di Srebrenica, ph. di Damir Sagolj/Reuters)