Tante cose, una storia. Le fonti storiche diventano video-racconti

24 Marzo 2021

La collana di corti dal titolo Tante cose, una storia, nasce dalla collaborazione tra Marco Orazi, ricercatore del Centro Imolese di Documentazione della Resistenza Antifascista e Storia Contemporanea (C.I.D.R.A) e il regista Mauro Bartoli. Si tratta di una serie di cortometraggi, della durata variabile tra i 3 e i 7 minuti, che hanno per oggetto narrazioni che nascono dalle fonti storiche conservate all’interno dell’Istituto. Una fotografia, una lettera, un documento, un oggetto, diventano il pretesto per raccontare storie, per riportare alla memoria persone ed aneddoti della Resistenza e del secondo dopoguerra. Il ciclo di cortometraggi prevede la realizzazione, nelle prossime settimane, di sei o sette contributi video che saranno pubblicati nel canale Youtube del C.I.D.R.A e lanciati sui canali social dell’Istituto.

Il progetto nasce dalla volontà di mantenere vivo il contatto con il pubblico e proseguire con l’attività in un momento in cui è impossibile operare in presenza a causa delle norme per il contenimento della pandemia da Covid-19. Offrire servizi culturali on-line e sperimentare progettualità innovative di divulgazione permettono all’Istituto di continuare a garantire il sostegno alla ricerca e allo studio. I cortometraggi di “Tante cose, una storia” potranno infatti essere anche utilizzati dai docenti come strumento didattico a valida integrazione delle lezioni di storia.

L’idea di valorizzare lo straordinario patrimonio archivistico attraverso video ad alto impatto emotivo e che siano in grado di suscitare interesse e curiosità, rappresenta, inoltre, una grande opportunità per il C.I.D.R.A di farsi conoscere, ampliare il proprio bacino di utenti e incrementare le visite e la frequentazione dell’Istituto anche in presenza, non appena sarà possibile riaprire le porte.

Il primo corto dal titolo Quattro ragazzi al fiume, già pubblicato online, racconta la deportazione politica imolese nel KZ di Mauthausen. Il racconto prende spunto da una fotografia che ritrae quattro ragazzi giovanissimi in posa, felici, al fiume Santerno qualche mese prima di essere arrestati: i fratelli Augusto e Franco Dall’Osso, Sante Noferini e Cleo Ricchi. Gli ultimi due moriranno, rispettivamente, il 28 marzo e il 7 aprile 1945, ad un mese dalla liberazione del campo di concentramento e sterminio ad opera delle truppe americane. I ragazzi erano stati deportati, insieme ad altri 15 partigiani ed antifascisti imolesi, nel lager austriaco in due viaggi, il primo nel 24 giugno 1944 e il secondo l’11 gennaio 1945. Undici di loro non fecero mai ritorno, trovando la morte nel campo centrale e nei suoi sottocampi.

Il secondo video, in fase di realizzazione, si concentrerà sulla persona di Ezio Zanelli, antifascista della prima ora costretto all’esilio. Zanelli, partigiano di lungo corso, partecipò alla Guerra Civile Spagnola nelle Brigate Internazionali per poi ripiegare in Francia per continuare la Resistenza nelle fila dei maquis. Dopo la fine della guerra ricoprirà incarichi istituzionali in Provincia e nel sindacato.

Video

Il primo episodio del ciclo di cortometraggi