Un secolo di storia dell'Emilia-Romagna, attraverso la lente del PCI

13 Maggio 2021

Un secolo di storia di un partito, il Partito comunista italiano, e della terra, l’Emilia-Romagna, dove ha inciso, unendo e dividendo allo stesso tempo. Un grande serbatoio di storie e di memorie, di biografie e di carte, di immagini fisse e in movimento, che contribuiscono a dare corpo alla storia dell’Italia repubblicana. Questo è Partecipare la democrazia, il progetto pluriennale sulla storia del PCI in Emilia-Romagna promosso, in occasione del centenario della nascita del Partito comunista (1921-2021), dalla Fondazione Duemila di Bologna e dalle altre Fondazioni Democratiche emiliano-romagnole aderenti all’Associazione Berlinguer.

Il lavoro, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la legge per la promozione della Memoria del Novecento e dal Ministero dei Beni culturali, è stato concepito e realizzato in collaborazione con la rete regionale degli Istituti storici della Resistenza, la rete Archivi Udi Emilia-Romagna, la Fondazione Oriani di Ravenna e l’Associazione Clionet, specializzata nel settore della Public History.

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, realizzata all’interno del progetto, è la mostra storico-documentaria itinerante che è stata inaugurata oggi pomeriggio a Modena alla presenza del sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, dell’assessore regionale alla Cultura e paesaggio, Mauro Felicori, del direttore della Fondazione Gramsci Onlus Roma, Francesco Giasi e di Ugo Sposetti, presidente dell’Associazione Enrico Berlinguer di Roma. In collegamento video, Achille Occhetto, l’ultimo segretario del Pci.

La storia del PCI in Emilia-Romagna. La mostra

Il percorso espositivo, curato da Carlo De Maria (Professore Associato di Storia contemporanea all’Università di Bologna), con la collaborazione di Eloisa Betti, Mirco Carrattieri e Tito Menzani, ricostruisce, attraverso videointerviste, fotografie e documenti, biografie e luoghi-simbolo, la storia del Partito comunista nella dimensione regionale dal 1921 al 1991 ed è diviso in due sezioni.

La prima parte della mostra, dedicata alle fasi storiche, si snoda dalle origini del Partito comunista alla lotta contro il fascismo, fino al movimento partigiano e alla costruzione della democrazia. In Emilia-Romagna, terra dalle forti tradizioni autonomistiche e associative, il Partito Comunista cresce e si radica più che altrove, rappresentando il pilastro principale dell’organizzazione nazionale in termini di iscritti e assumendo alcune caratteristiche peculiari che tratteggiano un “modello” di governo locale in grado di confrontarsi con le esperienze più avanzate di riformismo europeo. La parabola del PCI si esaurisce in un frangente storico, gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, nel quale è un’intera epoca a finire: in Italia, in Europa e nel mondo.

La seconda parte della mostra ha, invece, un’impostazione tematica e tratta numerosi aspetti della storia sociale, culturale e politica del PCI emiliano-romagnolo: l’attivismo femminile, il modello di welfare territoriale, la questione giovanile, le comunità operaie, gli aspetti della socialità legati alle feste dell’Unità e alle case del popolo, le scelte economiche relative al mondo della cooperazione, a quello delle piccole e medie imprese e alla società dei consumi, fino ad arrivare ai rapporti internazionali intessuti dal partito che, attraverso Regione ed enti locali, fu capace di sviluppare, per così dire, una propria “politica estera”. Un tassello del percorso espositivo è, infine, dedicato a “eretici” e “dissidenti” che hanno contribuito a movimentare, criticare ed arricchire la vita della sinistra lungo il Novecento.

La sezione audiovisiva della mostra propone brani del film documentario “Paura non abbiamo” del regista Andrea Bacci (una produzione Seven Lives Film), incentrato sulle storie delle migliaia di persone che negli anni Cinquanta vennero ingiustamente licenziate da fabbriche e luoghi di lavoro a causa della militanza nel PCI o in altre organizzazioni politiche e sindacali della sinistra.

L’ideazione grafica e l’allestimento della mostra, realizzati da Redesign Comunicazione, si completano con la ricostruzione ambientale di una sezione di partito, con manifesti, libri, ritratti e altri cimeli della storia del PCI.

L’esposizione resterà a Modena fino al 30 maggio, poi sarà allestita, nel corso del 2021, in tutte le principali città emiliano-romagnole.