Ustica e l'arte. Un eccezionale percorso nato dalla battaglia per la verità

14 Luglio 2021

Sarà presentata giovedì 15 luglio, nel parco antistante il Museo per la Memoria di Ustica di Bologna, la pubblicazione Il segno di Ustica (Cue Press, 2021), curata da Andrea Mochi Sismondi e che ricostruisce le ragioni che, in quarantuno anni, hanno portato decine e decine di artiste e artisti a sentire l’urgenza e la necessità di confrontarsi con la strage del 27 giugno 1980 e con le molteplici questioni che ha sollevato. “Un eccezionale percorso artistico nato dalla battaglia per la verità”, come recita il titolo stesso dell’opera. Un unicum, nella storia dal secondo Dopoguerra in avanti.

Dalle arti visive al teatro, dal cinema alla fotografia, dalla poesia alla narrativa alla danza, non c’è disciplina artistica che nel corso degli anni si sia sottratta all’impegno di denunciare, raccontare, testimoniare. Nel libro sono raccolte le conversazioni tra Mochi Sismondi, autore e direttore artistico del collettivo Ateliersi, e le artiste e gli artisti che si sono posti in relazione con la strage. Tra loro Christian Boltanski, che ha realizzato l’installazione permanente “A proposito di Ustica” per il Museo per la Memoria a Bologna; Marco Paolini, che ha debuttato nel 2000 con il “Canto per Ustica”, narrazione dolente della strage che negli anni successivi ha attraversato tutta l’Italia; la cantautrice Giovanna Marini, autrice della “Ballata di Ustica” (1999) e di altri brani sulla tragedia, confluiti poi nell’opera “Cantata del secolo breve”; Michele Serra e Andrea Aloj, che nel 1994 realizzarono il dossier “Com’è profondo il mare”, raccolta di molte delle vignette satiriche su Ustica apparse sul settimanale “Cuore” nel corso degli anni; Nino Migliori, che nel 2007 fotografò i relitti del DC-9 durante l’allestimento del Museo, scatti confluiti poi nella mostra “Stragedia”; Marco Risi, regista de “Il muro di gomma”, e molti altri.

Spettacoli innovativi, preziose composizioni poetiche e musicali, straordinarie opere visive che hanno formato la coscienza civile di milioni di cittadine e cittadini. Mochi Sismondi ricostruisce le caratteristiche di questo particolare fenomeno artistico e, attraverso le testimonianze dirette dei suoi protagonisti, le conversazioni con studiose e studiosi e un ricco apparato iconografico mette in rilievo la potenza delle opere e la dimensione politica dell’arte, il suo rapporto con la storia. La specificità di questa esperienza sta anche nell’azione dell’Associazione Parenti delle vittime, che ha scelto di integrare alla sua battaglia decennale per la verità ogni occasione di sperimentazione artistica e di evoluzione culturale, assumendo un ruolo produttivo particolarissimo nel contesto dell’arte contemporanea.

La conversazione che si svolgerà giovedì 15 luglio alle 21:15, e che è parte della rassegna Attorno al Museo, unirà tutti questi livelli, muovendosi dalla ricostruzione e dall’indagine storica all’atto creativo, dagli stimoli individuali all’impegno collettivo.

All’incontro, coordinato dal presidente dell’Istituzione Bologna Musei Roberto Grandi e realizzato in collaborazione con l’Istituto Storico Parri, parteciperanno Luca Alessandrini (storico e direttore Museo della Resistenza di Bologna – Istituto Storico Parri), Daria Bonfietti (presidente Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica), Giuseppe De Mattia (artista), Flavio Favelli (artista) e Andrea Mochi Sismondi, curatore della pubblicazione. Maggiori informazioni sono sul sito.