Viaggio all'interno del Memoriale della Shoah di Berlino

11 Dicembre 2020

L’idea di erigere un monumento a memoria dello sterminio nazista degli ebrei nella città di Berlino venne lanciata, per la prima volta, il 24 agosto 1988 dalla giornalista tedesca Lea Rosch, durante durante un dibattito televisivo. La proposta trovò immediatamente il sostegno dello storico Eberhard Jäckel e, nel gennaio 1989, i due dettero vita a Perspektive Berlin, un comitato che portò avanti la petizione per la creazione di un Memoriale per gli Ebrei d’Europa uccisi, ottenendo l’appoggio di importanti figure della cultura tedesca. Il percorso verso la definizione dell’opera fu lungo e controverso, segnato da un acceso dibattito sia politico che filosofico legato al problema della rappresentazione del passato e della forma efficace che si sarebbe dovuta dare alla memoria di un evento di quella portata.

L’attuale opera, che tutti conosciamo, è stata infatti inaugurata solo nel 2005 ed è il frutto dell’idea progettuale dell’architetto statunitense Peter Eisenman e dell’ingegnere Buro Happold. Un monumento che copre una superficie di 19mila metri quadrati, composto da una distesa di 2.711 stele di cemento di diverse altezze e dimensioni disposte l’una accanto all’altra a formare una selva oscura, un vero e proprio labirinto, razionale, grigio e soffocante. E’ un Memoriale senza nomi, senza un ingresso principale, senza barriere di separazione rispetto all’ambiente circostante, che stravolge radicalmente il tradizionale statuto celebrativo o didascalico dei monumenti storici e dei siti memoriali. Una foresta di pietra che pare progettata per disorientare chi ci passa in mezzo, per suscitare angoscia, solitudine e smarrimento.

Quali sono state le ragioni di questa scelta? E quali sono i messaggi e i significati simbolici che quest’opera vuole veicolare? L’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena ha promosso un incontro online per approfondire e ricostruire ogni aspetto legato al Memoriale e all’ Ort der Information sotterraneo, costruito successivamente sul lato estremo della foresta di stele, e dove è possibile seguire un percorso che tratta simbolicamente le vicende personali e i destini di alcune vittime dell’olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.

L’appuntamento è in programma per martedì 15 dicembre, alle 15.45, e si svolgerà in diretta streaming. Tania Flamigni, laureata in arti visive e collaboratrice dell’Istituto Storico, presenterà la storia del memoriale e il dibattito che ne ha accompagnato la realizzazione, esplorando anche la dimensione estetica di quest’opera. La partecipazione alla conferenza, valida anche ai fini dell’aggiornamento del corpo docente, è gratuita e aperta a tutte le interessate e gli interessati. E’ richiesta però l’iscrizione entro il 14 dicembre all’indirizzo istorecofo@gmail.com. Tutti coloro che si saranno registrati riceveranno via e-mail il link e le istruzioni per collegarsi il giorno stesso della conferenza.