Voci di donne. Un omaggio a Lidia Menapace e Maria Cervi

08 Marzo 2021

Lidia Menapace e Maria Cervi, due donne che hanno aperto orizzonti, rivoluzionato equilibri radicati da secoli, tramandato il valore della Memoria e dell’impegno per i diritti e la libertà. Due donne la cui eredità è fortissima, ancora oggi, e che testimoniano il ruolo del protagonismo femminile nella Resistenza, nell’antifascismo, nella politica e nei movimenti di emancipazione femminile del secolo scorso. E’ attraverso le loro voci, che continuano a parlare anche al futuro, che l’Istituto Alcide Cervi ha deciso di rendere omaggio, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, a tutte le donne.

Lunedì 8 marzo, alle 17, nell’incontro online “Resistenza, politica, femminismosi ripercorreranno la storia, le battaglie e le parole di Lidia Menapace, recentemente scomparsa, e verrà mostrata una sua breve video-testimonianza realizzata nell’ambito del progetto Memorieincammino.it.  “Sono rimasta partigiana tutta la vita, perché farla è una scelta di vita”, amava dire e per tutta la sua vita infatti la partigiana “Bruna” è stata un punto di riferimento nella difesa della democrazia e della pace, nel ripudio di tutte le guerre, per i diritti delle donne e non solo. A raccontare il suo impegno straordinario e la sua eredità intellettuale saranno Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi e vicepresidente dell’Anpi Nazionale, Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC, e le giornaliste Giuliana Sgrena e Laura Gnocchi.
Venerdì 12 marzo, sempre alle 17, sarà la figura di Maria Cervi, la più grande degli undici nipoti di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, al centro dell’appuntamento online “La storia siamo anche noi“. Laura Artioli, autrice del volume “Con gli occhi di una bambina. Maria Cervi, memoria pubblica della famiglia” (Viella, 2020), Albertina Soliani e Annalisa Rabitti, Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia, ricostruiranno il cammino, intrecciato di profonda umanità e ostacoli, di una bambina costretta a diventare grande e in fretta, molto in fretta. Maria Cervi aveva solo nove anni quando padre e zii vennero fucilati a Reggio Emilia dai fascisti e, da allora, iniziò ad affiancare il nonno in un lungo e difficile percorso di testimonianza, nell’impegno politico, nella trasmissione della Memoria, rispondendo a quel “dovere morale di rendere conto” che l’ha accompagnata per sempre.

“Questo percorso – scrive Paola Varesi, responsabile del Museo Cervi e promotrice del progetto – diventa non solo ricerca sul ruolo e sul protagonismo femminile ma, superando chiavi di lettura consolidate, conduce verso nuovi modelli interpretativi sia degli eventi di storia contemporanea sia della storia della famiglia Cervi”.

Gli incontri saranno fruibili gratuitamente su piattaforma Zoom e verranno trasmessi in diretta live sulle pagine Facebook Museo Cervi e Istituto Alcide Cervi. Durante la settimana dell’8 marzo, l’Istituto ricorderà, tramite i canali social, le tante donne resistenti impegnate tutt’oggi nella lotta per i diritti, da Liliana Segre a Aung San Suu Kyi.
Un modo per mantenere vivo il più autentico significato di questa data del calendario civile, collegandola con l’attualità, proiettandola nel futuro.