FONDAZIONE PER IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DELLA MEMORIA STORICA DEL CAMPO DI FOSSOLI

La Fondazione ex campo Fossoli è stata costituita nel gennaio 1996 dal Comune di Carpi e dall’Associazione amici del Campo di Fossoli e Museo Monumento al Deportato. Gli obiettivi della Fondazione, che non ha scopo di lucro, sono la diffusione della memoria storica mediante la conservazione, il recupero e la valorizzazione dell’ex campo di concentramento di Fossoli; la promozione della ricerca storico-documentaria sul Campo di Fossoli nelle sue diverse fasi di occupazione; la progettazione e l’attivazione di iniziative a carattere divulgativo, didattico e scientifico, rivolte in particolare alle scuole e ai giovani, negli ambiti di competenza propri della Fondazione, nonché dei diritti umani e dell’educazione interculturale.

 

Progetti sostenuti dalla Regione

Storia in viaggio. Da Fossoli a Mauthausen

Il progetto è articolato in:

  • Formazione di docenti, studenti ed operatori. La formazione si sviluppa nel corso di un intero anno scolastico e ha aspetti conoscitivi, esperienziali e di elaborazione personale secondo modalità espressive diverse. Quella rivolta al personale docente ha visto lo svolgimento di convegni e giornate seminariali sui temi della deportazione e della didattica della stessa e la diffusione di materiali selezionati da storici e indicazioni filmiche e bibliografiche. La formazione per studenti e studentesse è stata svolta mediante visite guidate al Campo di Fossoli e al Museo Monumento al Deportato e mediante due incontri organizzati con esperti che hanno fornito informazioni di contesto utili per affrontare il viaggio sui luoghi. La formazione per operatori operatrici si svolge mediante una visita preventiva ai memoriali, in modo da poter incontrare le equipe pedagogiche e elaborare in collaborazione un programma di lavoro.
  • Viaggio della memoria: Da Fossoli a Mauthausen. Programma di viaggio: Campo di Fossoli, Campo di Gries (Bolzano), Campo di Dachau (Monaco di Baviera), Castello di Hartheim, Campo di Mauthausen con i sotto-campi di Gusen e Ebensee. A differenza delle edizioni passate l’intero viaggio verrà effettuato con i pullman. La volontà di allargare la conoscenza del complesso sistema concentrazionario che il nazismo aveva creato, offrendo un itinerario di visita a più luoghi di memoria che raccontassero altre storie ma che mantenesse un legame forte con la storia del Campo di Fossoli – la cui presenza sul nostro territorio dà un legittimità particolare a questo progetto – ha portato a spostare l’asse dell’attenzione verso il Campo di Mauthausen che è stato, con i sottocampi di Gusen e Ebensee, il campo di destinazione principale dei deportati politici italiani (oltre 8.000) e degli internati di Fossoli nello specifico (oltre 2500). Un campo famigerato per la durezza delle condizioni, l’unico classificato in “classe 3° come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro”. Orientare il viaggio su quelle realtà storiche e memoriali apre un ulteriore aspetto della storia del Campo di Fossoli e permette di indagare il fenomeno della deportazione politica spesso poco riconosciuto.
  • Officina Memoria. Gli studenti e le studentesse sono chiamati ad una partecipazione attiva sul piano dell’acquisizione dei contenuti e soprattutto della comprensione dei fenomeni. La Fondazione propone e organizza laboratori espressivi specifici, condotti da esperti durante il viaggio e, al rientro, con lo scopo attivare negli studenti una riflessione in grado di coniugare le conoscenze apprese e l’esperienza vissuta. Gli esiti di tali laboratori sono presentati e condivisi tra tutti i partecipanti in una mattina nel Teatro di Carpi (giornata di restituzione).

Incontro di giovani europei a Fossoli. Settimana residenziale di formazione.
Xenofobia, razzismi e difesa dei diritti. I luoghi di memoria per comprendere il nostro presente

Il progetto si è sviluppato dal 7 al 14 luglio 2018 ed ha coinvolto una decina di ragazzi che hanno partecipato alle attività in loco e presso alcuni siti di memoria presenti sul territorio della Regione Emilia Romagna.
Il progetto si è sviluppato tramite:

  • Una presentazione dello stesso presso la ex Sinagoga di Carpi, alla presenza dei rappresentanti dei diversi enti coinvolti;
  • lo svolgimento di visite guidate presso i luoghi gestiti dalla Fondazione e presso i siti di Montesole e Casa Cervi, con operatori esperti;
  • sessioni di approfondimento storico con esperti sul periodo della II guerra mondiale e sui luoghi di memoria visitati;
  • sessioni di approfondimento sulle attuali dinamiche migratorie, sul razzismo e sulla difesa dei diritti;
  • attività pratiche nei luoghi gestiti dalla Fondazione, in affiancamento al personale della Fondazione;
  • un incontro finale di confronto e restituzione interna sull’esperienza svolta tra i partecipanti, coordinato da un esperto;
  • una sessione finale di restituzione esterna alle istituzioni ed alla cittadinanza dell’esperienza svolta.

Tutto il progetto è stato curato gestito dalla Fondazione Campo Fossoli che ha provveduto ad affiancare ai ragazzi e alle ragazze un tutor durante l’intero svolgimento progetto e a dotare i partecipanti dei necessari materiali. Il percorso si è dimostrato particolarmente apprezzato ed utile quale risposta alle esigenze di conoscenza del mondo giovanile rispetto alle dinamiche della xenofobia, della radicalizzazione ideologica e della persecuzione dei diritti fondamentali, e un momento di formazione importante sulla gestione di luoghi di memoria. Sono risultati particolarmente apprezzati dai partecipanti gli incontri con esperti e con le istituzioni, nonché gli approfondimenti sul panorama attuale. Lo svolgimento del progetto è stato peraltro impreziosito dalla partecipazione diretta di alcuni richiedenti asilo presenti sul territorio della città di Carpi.

Storia in viaggio. Da Fossoli a Mauthausen

Al fine di fornire nuove modalità didattiche e mettere in luce la deportazione che ebbe come meta, da Fossoli, Mauthausen ed i relativi sottocampi, la Fondazione ha individuato questo nuovo progetto, in continuità con quello precedente. Il progetto si è sviluppato come segue:

  • Formazione di docenti, studenti ed operatori. La formazione si sviluppa nel corso di un intero anno scolastico e ha aspetti conoscitivi, esperienziali e di elaborazione personale secondo modalità espressive diverse. La formazione docenti ha reso gli stessi più autonomi nel lavoro didattico mediante lo svolgimento di una giornata seminariale e la fornitura di materiali selezionati da storici e indicazioni filmiche e bibliografiche. La formazione studenti è stata svolta mediante visite guidate al Campo di Fossoli e al Museo Monumento al Deportato e mediante due incontri organizzati per distretto con esperti per fornire il contesto utile per affrontare il viaggio sui luoghi. La formazione operatori si svolge mediante una visita preventiva ai memoriali, in modo da poter incontrare le rispettive equipe pedagogiche e elaborare in collaborazione un programma di lavoro.
  • Viaggio della memoria: Da Fossoli a Mauthausen. Programma di viaggio: Campo di Fossoli, Campo di Gries (Bolzano), Campo di Dachau (Monaco di Baviera), Castello di Hartheim, Campo di Mauthausen con i sotto-campi di Gusen e Ebensee A differenza delle edizioni passate l’intero viaggio è stato effettuato con i pullman. La volontà di allargare la conoscenza del complesso sistema concentrazionario che il nazismo aveva creato, offrendo un itinerario di visita a più luoghi di memoria che raccontassero altre storie ma che mantenesse un legame forte con la storia del Campo di Fossoli – la cui presenza sul nostro territorio dà un legittimità particolare a questo progetto – ha portato a spostare l’asse dell’attenzione verso il Campo di Mauthausen che è stato, con i sottocampi di Gusen e Ebensee, il campo di destinazione principale dei deportati politici italiani (oltre 8.000) e degli internati di Fossoli nello specifico (oltre 2500). Un campo famigerato per la durezza delle condizioni, l’unico classificato in “classe 3° come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro”. Orientare il viaggio su quelle realtà storiche e memoriali apre un ulteriore aspetto della storia del Campo di Fossoli e permette di indagare il fenomeno della deportazione politica spesso poco riconosciuto.
  • Officina Memoria. Gli studenti e le studentesse sono chiamati ad una partecipazione attiva sul piano dell’acquisizione dei contenuti e soprattutto della comprensione dei fenomeni. La Fondazione propone e organizza laboratori espressivi specifici, condotti da esperti durante il viaggio e al rientro, con lo scopo attivare negli studenti una riflessione in grado di coniugare le conoscenze apprese e l’esperienza vissuta. Gli esiti di tali laboratori sono presentati e condivisi tra tutti i partecipanti in una mattina nel Teatro di Carpi (giornata di restituzione).
  • Partecipazione alla giornata internazionale a Mauthausen: Ricordare. Nel mese di maggio, a Mauthausen, si tiene ogni anno, dalla fine della guerra, la Cerimonia internazionale in ricordo della Liberazione del Campo. E’ un momento celebrativo di grande coinvolgimento che vede radunate in quel luogo delegazioni da tutta l’Europa dei pochi testimoni rimasti, dei familiari delle vittime, ma anche di tanti giovani che oggi si fanno interpreti di quelle vicende. A questo appuntamento ha partecipato una delegazione di ragazzi e ragazze che hanno fatto parte del viaggio.

Progetto “Un treno per Auschwitz”

Un Treno per Auschwitz è un percorso di formazione rivolto agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori della Provincia di Modena che utilizza diverse modalità didattiche – approccio interdisciplinare alle tematiche affrontate anche con l’ausilio di esperti, visite ai luoghi di memoria, lavoro di riflessione personale – con l’obiettivo di coinvolgere i giovani in un lavoro attivo di apprendimento, per indurli ad una riflessione critica sul loro presente.
In questo percorso un momento importante è rappresentato dal viaggio in Polonia sui luoghi oggi simbolo del genocidio e della violenza del XX secolo, Auschwitz e Birkenau. L’esperienza di vista dei luoghi è un presupposto irrinunciabile del progetto, perché salda in un circuito virtuoso ragione e cuore. Conoscenza e coinvolgimento personale, apprendimento dei fatti ed esperienza diretta, sono dunque i due poli entro cui si articolano le diverse tappe del progetto. Ogni anno questa esperienza si rinnova e si arricchisce grazie ai contributi di studiosi, artisti, intellettuali che accompagnano con il loro contributo sia la formazione che il viaggio in Polonia. Il progetto inizia con la formazione dei docenti negli ultimi mesi dell’anno 2015, si sviluppa attraverso la formazione degli studenti e degli accompagnatori, prosegue con il viaggio (momento centrale) e si conclude nel maggio 2016 con la presentazione degli elaborati che i ragazzi produrranno come sintesi personale e/o di gruppo dell’esperienza formativa nel suo complesso. Dunque un lavoro che si svolge nell’arco dell’intero anno scolastico.
Attraverso la conoscenza, e la riflessione, di cosa ha prodotto la guerra, la violenza e il razzismo, il progetto vuole mettere in atto nei giovani una riflessione critica sul loro presente che li renda consapevoli di sé e al contempo possa sviluppare senso di responsabilità verso gli altri. Quindi, non tanto un progetto di conoscenza, ma di formazione della persona e del cittadino, fatto non in solitudine, ma coi coetanei e adulti, come una comunità in viaggio. Quest’anno intendiamo caratterizzare il progetto favorendo, in un orizzonte di cittadinanza europea, l’incontro e lo scambio tra gli studenti modenesi e gli studenti polacchi, iniziando a distanza la conoscenza di come le diverse realtà e istituzioni scolastiche affrontano e sviluppano i temi legati alla storia e alla memoria dei campi e poi condividendo parte dell’esperienza in Polonia.

Fuori dal mondo! Fuggiaschi, profughi e rifugiati dal dopoguerra ad oggi. La storia esemplare del Campo di Fossoli

Il progetto si è posto l’obiettivo di analizzare gli accadimenti che caratterizzano il Campo di Fossoli nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, con particolare riferimento alle fasi di accoglienza per rifugiati, fuggiaschi e profughi, nonché allo stanziamento del Villaggio San Marco, comunità stabilitasi nel Campo di Fossoli (dal 1954 alla fine degli anni ‘60) per accogliere i profughi provenienti dalle terre di Istria e Dalmazia in seguito alle vicende geopolitiche che hanno riguardato il confine orientale. Il progetto si è sviluppato secondo due direttrici: una a vocazione prevalentemente storica e formativa, una seconda di ricerca.
Nella prima direttrice sono stati analizzati gli eventi inerenti il Campo nella fase post-bellica di accoglienza di profughi, fuggiaschi e rifugiati e sono state esposte le coordinate conoscitive finalizzate alla comprensione dei movimenti migratori che oggi coinvolgono l’Italia e l’Europa. Tale direttrice è stata sviluppata fornendo materiale documentale ed audiovisivo (anche attinto direttamente da documentazione originale di cui è in possesso la Fondazione, riguardante il Campo di Fossoli); indicazioni generali circa le definizioni giuridiche dei concetti comunemente utilizzati in modo generico dai mass media (status di rifugiato, profugo, richiedente asilo, apolide, sfollato); sono stati svolti studi su materiale documentale ed audiovisivo al fine di approfondire le questioni connesse alle migrazioni e fornire coordinate conoscitive per comprendere ed interpretare i fenomeni del presente. Il lavoro inerente la seconda direttrice, strettamente legata alla valorizzazione del Campo di Fossoli, è stato preparato mediante l’individuazione dei professionisti che effettueranno la raccolta e la catalogazione di testimonianze di persone direttamente coinvolte nell’esodo giuliano – dalmata ed accolte nel Campo di Fossoli durante lo stanziamento del Villaggio San Marco. Le interviste saranno videoregistrate da un operatore professionista e condotte da esperti sulla base di ricerche svolte precedentemente e secondo la modalità del “percorso di vita”, lasciando al testimone i tempi della narrazione e avendo predisposto una traccia per l’intervista che individua i grandi temi: l’infanzia in Istria e/o Dalmazia, la presentazione della famiglia, il ricordo dell’esodo, le tappe dell’esodo, l’arrivo a Fossoli, il rapporto con il territorio, le forme dell’accoglienza, ma anche i gesti e le parole della diffidenza.

 

RICERCA E FORMAZIONE

 

FONDAZIONE PER IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DELLA MEMORIA STORICA DEL CAMPO DI FOSSOLI - Via Giulio Rovighi 57 - 41012 Carpi (MO)
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